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Cosmetici testati su animali: la verità che nessuno dice

In Europa i test su animali nei cosmetici sono vietati dal 2013. Ma la scritta "non testato su animali" in etichetta ha ancora senso? Tutto quello che devi sapere.

Se hai mai visto la scritta "non testato su animali" su un prodotto venduto in Europa e ti sei sentita rassicurata, questo articolo è per te. Non perché quella scritta sia falsa, ma perché è completamente inutile. 

In Europa i test su animali nei cosmetici sono vietati dal 2013

Partiamo dal dato più importante, che pochissime persone conoscono davvero.

L'11 marzo 2013 è entrato in vigore nell'Unione Europea il divieto totale della sperimentazione animale a scopi cosmetici. Non è un divieto parziale o progressivo, ma è un bando completo che riguarda sia i prodotti finiti che i singoli ingredienti.

Il processo è stato graduale:

  • 2004 — vietato testare su animali i prodotti cosmetici finiti nell'UE
  • 2009 — vietato testare su animali qualsiasi ingrediente cosmetico nell'UE; vietato vendere in UE prodotti contenenti ingredienti testati su animali anche all'estero
  • 2013 — divieto esteso agli ultimi test rimasti (tossicità da uso ripetuto, tossicità riproduttiva, tossico cinetica): divieto totale e assoluto

Questo significa che qualsiasi prodotto cosmetico venduto legalmente in Europa oggi  (shampoo, crema, fondotinta, profumo, ecc...) non può contenere ingredienti testati su animali in nessuna parte del mondo. Non è una scelta etica del brand. È la legge dell'EU.

La scritta "non testato su animali" in etichetta: marketing o informazione?

Eccola, la zona grigia più importante.

Se in Europa tutti i cosmetici devono per legge essere privi di test su animali, cosa significa esattamente la dicitura "non testato su animali" che vediamo ancora su moltissimi prodotti?

Significa nulla di più di quello che già garantisce la legge. È un'affermazione ridondante, come scrivere "contiene ossigeno" su una bottiglia d'acqua, o "contiene alcol" su una bottiglia di vino o birra  I claim tipo "cruelty-free" o "non testato su animali" non sono necessari in Europa in quanto il bando di questa pratica è già previsto per legge al di sopra degli stati singoli.

I brand continuano a usarla perché funziona dal punto di vista del marketing: i consumatori la cercano, la leggono, si sentono rassicurati e comprano. È "greenwashing etico". Sicuramente non una bugia, ma una comunicazione che sfrutta l'ignoranza diffusa su una norma che esiste già da oltre dieci anni.

La vera domanda non è "questo prodotto è testato su animali?" in Europa la risposta è sempre no per legge. La vera domanda è un'altra.

La zona grigia: cosa la legge europea non dice

Ci sono tre eccezioni importanti che la normativa non copre completamente e che vale la pena conoscere.

1. Gli ingredienti usati anche in altri settori

Se un ingrediente viene testato su animali perché componente di un prodotto non cosmetico, per esempio un additivo o un detersivo, oppure un ingrediente testato su animali per usi farmaceutici o industriali può legalmente comparire nella tua crema viso. Il divieto vale solo per i test effettuati specificamente a scopi cosmetici.

2. I detersivi e i prodotti per la casa

Il divieto non include tutti i prodotti per la pulizia della casa e molti altri di uso quotidiano. Le grandi multinazionali che producono sia cosmetici che detersivi possono essere "cruelty free" per i cosmetici e continuare a testare su animali per altre linee di prodotto.

3. I brand che vendono in Cina

Questo è il punto più importante e più sottovalutato.

Fino al 2021 la Cina richiedeva per legge che tutti i cosmetici importati e venduti fisicamente sul territorio cinese fossero testati su animali. Un brand che voleva vendere in Cina doveva scegliere: o rinunciare al mercato cinese, o accettare che i propri prodotti o ingredienti fossero testati su animali.

Dal 1° maggio 2021 la Cina ha rimosso l'obbligo di test sugli animali per i cosmetici importati "non speciali" come shampoo, bagnoschiuma, lozioni e make-up. È un passo significativo.

Ma rimangono ancora obbligatori i test per i cosiddetti cosmetici speciali: prodotti per la colorazione di capelli, permanente, protezione solare, anticaduta e prodotti per bambini. Anche i test post-vendita effettuati in risposta a reclami continuano ad essere realizzati sugli animali.

Questo significa che un brand internazionale che vende fondotinta in Cina senza test su animali può comunque essere obbligato a far testare la sua tinta per capelli o la crema solare se vuole venderle nel mercato cinese.

La situazione nel mondo nel 2026

Il quadro globale sta cambiando rapidamente, anche se in modo disomogeneo.

Europa: divieto totale dal 2013 

Cina: parzialmente migliorata dal 2021 per cosmetici generici; ancora obbligatorio per cosmetici speciali 

Israele, Turchia, India, Taiwan e Corea del Sud: hanno vietato i test sugli animali 

Canada: ha vietato la vendita di cosmetici testati su animali dal 2023 

USA: ancora senza legge federale completa

Giappone: in fase di transizione verso l'eliminazione graduale 

La direzione globale è chiara e finalmente il divieto si sta estendendo. Ma il percorso è ancora lungo e disomogeneo.

Il coniglietto in etichetta: cosa significa davvero

Esistono diverse certificazioni cruelty free che compaiono sui prodotti, e non sono tutte equivalenti. Le principali:

Leaping Bunny (Cruelty Free International): la più rigorosa a livello internazionale. Richiede che l'azienda e tutti i suoi fornitori non testino su animali in nessuna fase e in nessun paese del mondo, con verifiche indipendenti periodiche. Esclude le aziende che vendono in mercati dove i test sono obbligatori per legge.

PETA Beauty Without Bunnies: certifica che il brand non conduce, non commissiona e non finanzia test su animali in nessuna fase. Disponibile in due versioni: solo cruelty free o cruelty free + vegano.

ICEA-LAV: certificazione italiana rilasciata da ICEA per conto di LAV. Richiede assenza di test su animali su prodotto finito e ingredienti, e in alcuni standard anche l'assenza di ingredienti di origine animale.

In Europa, dove il divieto è già legge, il valore di queste certificazioni non sta nel garantire quello che la legge garantisce già, ma sta nel certificare che il brand non finanzia test su animali nei mercati extra-europei e che i propri fornitori aderiscono agli stessi standard.

Cruelty free e vegano: non sono sinonimi

Una distinzione che molte persone confondono.

Cruelty free significa che il prodotto e i suoi ingredienti non sono stati testati su animali. Non dice nulla sulla presenza di ingredienti di origine animale nella formula. Cera d'api, lanolina, seta, collagene animale, colorante carmine possono comparire in un prodotto cruelty free.

Vegano significa che il prodotto non contiene ingredienti di origine animale. Non dice necessariamente nulla sui test e un prodotto vegano potrebbe teoricamente essere stato testato su animali.

Cruelty free e vegano insieme è la combinazione che garantisce entrambe le condizioni.

Perché i cosmetici bio certificati sono la scelta più coerente

Le certificazioni bio come CosmeBIO, COSMOS Organic, CCPB/ICEA hanno un approccio diverso e più strutturato rispetto alle semplici certificazioni cruelty free.

I disciplinari bio vietano per definizione i test su animali perchè è un requisito di base, non un plus. Ma vanno oltre: richiedono che anche i singoli ingredienti siano di origine vegetale o minerale quando possibile, riducendo strutturalmente la necessità di ingredienti che potrebbero aver avuto una storia di test su animali in altri settori.

In più, i brand bio certificati come quelli che seleziono per Pjmenta sono attualmente tutti brand europei o piccole aziende che non vendono nei mercati dove i test su animali sono ancora obbligatori. Non per obbligo di legge, ma per scelta.

Questa è la differenza reale tra acquistare un cosmetico con scritto "non testato su animali" da un grande brand multinazionale, e acquistare un cosmetico bio certificato da un brand che strutturalmente non finanzia sperimentazione animale in nessuna forma.

Come scegliere davvero in modo consapevole

Se vuoi fare una scelta veramente informata, le domande giuste da fare sono:

Il brand vende in Cina? Se sì, verifica quali categorie di prodotti perchè per i cosmetici speciali i test potrebbero essere ancora richiesti.

Il brand fa parte di una multinazionale? Molti brand "indie" cruelty free sono di proprietà di grandi gruppi che testano su animali in altri settori o mercati. Cercare il brand in liste come quelle di Essere Animali o PETA permette di verificarlo.

Che tipo di certificazione ha? Leaping Bunny è la più rigorosa perché include verifiche sui fornitori e vieta la vendita in mercati con test obbligatori.

È anche certificato bio? Se sì, la garanzia è strutturale. Non dipende da una singola certificazione cruelty free ma dall'intero sistema di disciplinare.

Tutti i brand che trovi da Pjmenta rispettano questi criteri. Puoi esplorare la selezione completa disponibile online e in negozio a Modena.

FAQ — Domande frequenti

In Europa i cosmetici sono tutti cruelty free?

Sì, per legge. Dal 2013 è vietato vendere in Europa qualsiasi cosmetico che contenga ingredienti testati su animali, in qualsiasi parte del mondo. La scritta "non testato su animali" su un prodotto venduto legalmente in Europa è quindi ridondante e garantisce esattamente quello che la legge garantisce già.

Allora perché i brand continuano a scrivere "non testato su animali" in etichetta?

Perché funziona dal punto di vista del marketing. I consumatori la cercano e si sentono rassicurati. È greenwashing etico, non una bugia, ma un'affermazione che sfrutta la scarsa conoscenza di una norma esistente da oltre dieci anni.

Cosa significa il coniglietto Leaping Bunny?

È la certificazione cruelty free più rigorosa a livello internazionale. Garantisce che l'azienda e tutti i suoi fornitori non testino su animali in nessun paese del mondo, con verifiche indipendenti periodiche. A differenza della sola dicitura in etichetta, è una garanzia verificata da terzi.

Cruelty free e vegano sono la stessa cosa?

No. Cruelty free significa non testato su animali. Vegano significa senza ingredienti di origine animale. Un prodotto può essere cruelty free ma contenere cera d'api o lanolina. Un prodotto vegano può teoricamente essere stato testato su animali. La combinazione di entrambi garantisce le due condizioni.

La Cina richiede ancora i test su animali?

Parzialmente. Dal 2021 i cosmetici generici importati (shampoo, make-up, lozioni) sono esentabili dai test. Rimangono obbligatori per i cosmetici speciali come tinte per capelli, solari, anticaduta e prodotti per bambini. Un brand che vende queste categorie in Cina potrebbe ancora essere coinvolto in test su animali.

I cosmetici bio certificati sono automaticamente cruelty free?

Sì, i disciplinari bio come CosmeBIO, COSMOS e CCPB vietano i test su animali come requisito di base. Ma vanno oltre: la scelta strutturale di ingredienti vegetali e minerali riduce anche la necessità di ingredienti che potrebbero avere una storia di test in altri settori. È una garanzia più ampia e strutturale rispetto alla sola certificazione cruelty free.

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